Agricoltura e orti contro la crisi

GreenMe ci racconta dell’Italia di oggi: l’agricoltura come risposta alla crisi

La soluzione alla crisi economica? Un vero e proprio ritorno alla terra, attraverso il rilancio dell’agricoltura e la coltivazione di orti domestici e condivisi, anche da parte di chi abita nelle aree urbanizzate. Sarebbero 200 mila i nuovi posti di lavoro, a disposizione soprattutto dei giovani, che potranno nascere nei prossimi anni grazie ad un turn over generazionale all’interno del settore agricolo.

Si tratta di quanto comunicato da parte di Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale dei giovani Coldiretti, il quale ha richiesto negli scorsi giorni al nuovo ministro Nunzia De Girolamo di facilitare ilricambio generazionale per quanto concerne il settore agricolo, facilitando ai giovani l’ingresso all’interno di esso e la possibilità di poter avviare una nuova attività e di garantirsi un posto di lavoro.

Sarà in particolar modo l’economia locale a trarne vantaggio, attraverso la valorizzazione del cibo nazionale e regionale coltivato sul territorio, con particolare attenzione alla filiera corta ed all’agricoltura della prossimità, oltre che a metodi di coltivazione ecologici e sostenibili. Si tratta di un’importante carta da giocare per l’economia italiana: un vero e proprio ritorno all’agricoltura dopo gli anni del boom e della crescita industriale che, fisiologicamente, si ritrova a subire dei momenti di calo nel corso del tempo. Il tema dell’agricoltura si intreccia inoltre con l’ambito del turismo sostenibile e della tutela del territorio, altro settore che potrebbe portare alla nascita di nuove occasioni occupazionali.

Sarebbero poi soprattutto i rincari dei prezzi di frutta e verdura a spingere numerosi italiani alla coltivazione di un orto domestico, sia avendo un giardino a disposizione, sia sfruttando la possibilità di occupare dello spazio altrimenti inutilizzato sul balcone o sul terrazzo. La Coldiretti calcola che la spesa per dare inizio ad un orto sul balcone si aggiri intorno ai 40 o 50 euro, soprattutto per via del costo dei vasi.

In realtà, simili costi possono essere azzerati ricorrendo a materiali di recupero per la creazione dei propri contenitori per l’orto, a partire, ad esempio, da cassette della frutta, vaschette della verdura, barattoli grandi dello yogurt e cestini in vimini che erano stati accantonati. Grazie allo scambio di semi con altri ortisti ed alle talee poi, iniziare a coltivare un orto potrà avere un costo praticamente pari a zero o davvero minimo. E’ dunque giunto il momento di rimboccarsi le maniche e di dare inizio al proprio orto, piccolo o grande che sia. I risultati? Risparmio e ottima salute.

Marta Albè

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