Le parole del formaggio

Condividiamo da www.qualeformaggio.it una recensione su “Le parole del formaggio” di Bruno ed Emanuela Pistoni.

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Non è da tutti saper distinguere due formaggi in apparenza simili tra loro senza l’aiuto d’un’etichetta, riconoscere ad occhio nudo una lunga stagionatura da una media, ma anche sapere i perché e i “per come” dei formaggi coi vermi (e sì, ogni cosa ha i suoi perché!): sono queste alcune delle sfide che il lettore potrà affrontare (e vincere, stupendo gli amici e parenti a tavola) dopo aver letto il nuovo libro di Bruno ed Emanuela Pistoni, “Le parole del formaggio”.

È così che uno dei più noti selezionatori italiani di formaggio, con decenni d’esperienza alle spalle, ha deciso di raccogliere, con l’aiuto della figlia (esperta anche lei, e che ogni giorno ha a che fare con gli eccellenti caci proposti nel suo locale di Monteverde, a Roma) molte delle sue conoscenze in materia lattiero-casearia, e un’infinità di termini (settecento!) necessari per imparare a maneggiare, conoscere e far conoscere gli alimenti che sono sulle nostre tavole tutti i giorni.

Ne è nato un glossario enciclopedico davvero prezioso, dedicato agli appassionati e ai curiosi del buon formaggio, che – ne siamo certi – non mancherà di avvicinare molti amanti della buona tavola e del buon vino al mondo delle produzioni casearie più tipiche e autentiche che il mercato sappia offrire (non è da tutti muoversi in un settore fatto di oltre quattrocento prodotti diversi tra loro!).

Pubblicato dalle Edizioni Estemporanee di Roma, il volume è caratterizzato da un linguaggio che combina magistralmente la più ampia divulgazione destinata al grande pubblico con i contenuti professionali propri dei grandi maestri assaggiatori, raccontando tanto di tecniche (di produzione, stagionatura, conservazione, degustazione e uso di cucina) quanto di tradizioni e gusto. Gli addetti ai lavori vi troveranno una fonte preziosa per un’infinità di spunti utili alla professione, mentre i curiosi e gli appassionati potranno muovere passi certi verso le mille e più soddisfazioni che questo straordinario mondo riesce a offrire.

 ”Le parole del formaggio” centra il suo obiettivo, andando ben oltre il lessico di settore, e riuscendo a raccontare infinite sfaccettature di un mondo tanto affascinante quanto composito, dalle sue origini ad oggi, dalle infinite citazioni letterarie alle curiosità più inconfessate: una fra tutte, il perché della “puzza di piedi” che alcuni formaggi inevocabilmente evocano(*).

 ”Col ritorno di interesse alla produzione dei formaggi tradizionali”, spiega una nota della casa editrice, “”Le parole del formaggio” diventa uno strumento prezioso per la conoscenza di uno degli alimenti più importanti per una corretta alimentazione quotidiana”.

 21 aprile 2013

 (*) La cosiddetta “puzza dei piedi” – spiega il volume – (scientificamente bromidrosi plantare), ovvero il maleodore che sprigionano i piedi, è dovuta alla crescita anomala di alcuni germi della flora batterica cutanea, favorita dall’ambiente caldo-umido che si crea all’interno delle scarpe. Ebbene, questa flora/muffa è la stessa, in proporzioni un po’ più elevate, che cresce sui formaggi(tratto dal volume “Le parole del formaggio” Glossario enciclopedico per appassionati e curiosi di Bruno ed Emanuela Pistoni – Edizioni Estemporanee, Roma – pagine 252 – 16,00 euro – ISBN 9788889508275).
 Dello stesso autore è disponibile il sito: http://www.bruno-pistoni.it/
 
 Per informazioni sul volume: Edizioni Estemporanee – Via A. Silvani, 113 – Roma – tel.: 06.8100249
Fonte: www.qualeformaggio.it